Le parfum est la forme la plus intense du souvenir.
Il profumo è la forma più intensa del ricordo.

Jean-Paul Guerlain

MendittoRosa è il nome di una profumeria con sede a Napoli che produce capolavori di nicchia: definirli profumi è riduttivo, perché sono creazioni concettuali nate da un’urgenza dell’anima, da un’ispirazione che si coglie a partire dal nome di ciascun profumo e si rivela nella cura riservata alla confezione e alle materie prime.

Anima e artefice del progetto è Stefania Squeglia, nata e cresciuta a Napoli. Fin da bambina coltiva un forte legame con le arti e con discipline più esoteriche come i Tarocchi e l’astrologia. Come lei racconta, la sua vocazione olfattiva nasce a soli cinque anni, quando sperimentava creando “profumi” con vecchi vasetti della nonna, petali di fiori e oli lasciati a macerare al buio per scoprirne poi l’esito.

Il mio incontro con Stefania risale a qualche anno fa, e sono felice che sia lei ad aprire, con questa intervista, il filo di voci di Gandhasāra.

D: Quale odore o profumo più ti rappresenta oggi?
R: In questo momento sento un forte trasporto per la mirra. Non posso dire che mi rappresenti, solo che mi fa sentire a posto. Ma so che presto sarà il turno di un altro elemento, è sempre stato cosi: odori diversi si succedono e poi ritornano.

D: Ogni profumo ha note che permangono a lungo ed altre che svaniscono in poco tempo: qual è il ruolo di ciò che non resta nel processo creativo di una fragranza?
R: Il ruolo di ancella, di portavoce, di introduzione, di spalla, un ruolo fondamentale. Gli ultimi saranno i primi e sono gli invisibili che fanno la storia, più o meno questo il concetto.

D: Qual è per te l’odore più evocativo, quello capace di rievocare intatto un preciso ricordo?
R: Per me lo sono tutti. Non è possibile definire quale più di altri, o forse ancora deve arrivare. O ancora forse l’odore della vita. Della libertà? Preferisco lasciare questo capitolo non solo aperto ma spalancato, in modo che ogni odore possa stupire. E per me più che evocare ricordi, evocano sempre dimensioni.

D: Cosa vorresti che restasse di un tuo profumo, quando anche l’ultima nota è svanita?
R: L’essenza. Che non a caso è una parola che usiamo nel mondo dei profumi. L’essenza dell’amore che ci ha ispirato, l’essenza dell’amore che ha spinto a sceglierlo. L’essenza del nome e della sua storia. L’essenza del profumo.

D: Nelle tradizioni antiche, il profumo ha sempre accompagnato il sacro: l’odore ha per te una dimensione che trascende il piano sensoriale, materiale?
R: Sì lo ha. Ma proprio in quel suo “allineare” sensi e mente, in quel suo poter trasportarci fuori ma dentro, perché nel momento in cui annusiamo davvero non siamo più lì. Finalmente.

D: C’è un odore che non hai ancora trovato o che stai cercando?
R: Sicuramente sì. E proprio perché lo sto cercando non so quale sia. Sarà lui a incontrare me?

MENDITTOROSA

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