
ὁ θεὸς ἡμέρη εὐφρόνη, χειμὼν θέρος, πόλεμος εἰρήνη, κόρος λιμός· ἀλλοιοῦται δὲ ὅκωσπερ πῦρ, ὁπόταν συμμιγῇ θυώμασιν, ὀνομάζεται καθ᾽ ἡδονὴν ἑκάστου.
Eraclito, fr. 67 (Diels-Kranz)
Il dio è giorno notte, inverno estate, guerra pace, sazietà fame; e muta come il fuoco, quando si mescola ai profumi, prende nome secondo il gusto di ciascuno.
Il termine dhūpa (धूप) deriva dalla radice sanscrita dhū che significa agitare, scuotere, far fumare ed indica nella letteratura vedica il fumo aromatico offerto nelle pratiche rituali.
L’uso dell’incenso appartiene alla storia dell’umanità: il fuoco trasforma la materia pesante, ne estrae l’essenza ed il fumo la solleva al cielo, veicola odori destinati agli Dei, purifica templi e case, profuma luoghi e corpi, abita il sacro ed il profano, mette in comunicazione gli uomini con entità non umane, veicola messaggi e preghiere.


