Brucia incensi – Periodo Edo (1615–1868)

When you do something, you should burn yourself completely, like a good bonfire, leaving no trace of yourself.

Quando fai qualcosa, dovresti bruciarti completamente, come un buon falò, senza lasciare traccia di te stesso.

Shunryū Suzuki

La parola incenso viene dalla forma sostantivata del participio passato del verbo latino incendere, accendere, e indica generalmente una materia aromatica destinata alla combustione. Il verbo è formato dal prefisso in più una variazione apofonica di candere, splendere, brillare — dallo stesso verbo derivano le parole candore e candido, a indicare una purezza che emana luce — e risale alla radice indoeuropea kand o kend, che significa “brillare”. Quindi incenso non è semplicemente “bruciato”: è letteralmente reso luminoso, reso brillante.

L’uso dell’incenso appartiene alla storia dell’umanità: il fuoco trasforma la materia pesante, ne estrae l’essenza e il fumo la solleva al cielo, veicola odori destinati agli Dei, purifica templi e case, profuma luoghi e corpi, abita il sacro e il profano, mette in comunicazione gli uomini con entità non umane, veicola messaggi e preghiere.

Questo percorso vuole offrire gli strumenti per creare incensi propri con ingredienti naturali — nel rispetto delle specie protette e delle tradizioni da cui provengono — e trasformare questo processo artigianale in una pratica meditativa: fare dell’atto del mescolare, del pesare, dell’attendere, un gesto di presenza.